Cosa fai stringi i denti?

Confidenze, Emma Chiaia. Di notte digrigni o hai la sensazione di masticare in modo scorretto? Potrebbe essere il segnale di un malessere psichico. Che si riflette sul tuo corpo con vari disturbi. Ecco cosa fare.
Te l’ha detto la tua migliore amica: soffriva di forti mal di testa, e non è riuscita a liberarsene finché non ha scoperto di avere in bocca una protesi fatta male, che le causava una tensione nei muscoli della mascella e le alterava la masticazione. E’ bastato correggere questo difetto per fare sparire il mal di testa. Ma è vero che i denti possono causare disturbi tanto diversi, dall’emicrania all’insonnia, dai dolori al collo al mal di schiena, fino alle sciatalgie?
Abbiamo cercato di capire meglio cos’è e cosa comporta la malocclusione, parola minacciosa che significa, alla lettera, cattivo morso, e rimanda a un rapporto sbagliato tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore. Si parla di malocclusione quando la masticazione è scorretta, quando l’allineamento dei denti non è perfetto, e quindi parlando, dormendo o ridendo, stortiamo involontariamente la bocca. Ma, in pratica, quali disturbi provoca la malocclusione?

Tutto nasce dalle emozioni
Tanto per cominciare, l’origine del disturbo non sta nei denti, ma parte più da lontano, “E’ vero che tensioni nell’area della mandibola possono contribuire a provocare difetti della postura che, a loro volta, hanno come conseguenza disturbi fisici anche in parti del corpo molto lontane”, spiega il dottor Alfio Caronti, chiropratico ed esperto in valutazioni bocca-postura.
“Però la vera origine di questi problemi è un’altra: uno stato di irrigidimento psicofisico, come quello causato dall’ansia o dalla paura”.
Facciamo un esempio: se indossi una maglia aderente, morbida e cedevole e con la mano la sollevi leggermente sulla spalla, il movimento resta limitato a una piccola porzione del tessuto. Se invece porti una corazza rigida, un po’ come un’armatura, e sollevi la spalla destra, ecco che tutta la struttura sarà interessata dal movimento.
Per il corpo umano non è molto diverso. In pratica, le tensioni nervose provocano irrigidimenti della colonna vertebrale, e posture scorrette, che a loro volta si riflettono sulla masticazione.

Equilibri delicati
“Questo significa che persone anche con bocche piuttosto sbilanciate, ma calme e rilassate, possono non avere disturbi legati all’occlusione. Altre volte, un difetto minimo di allineamento, accompagnato però da tensione e dall’abitudine di digrignare o stringere i denti di notte, può peggiorare l’irrigidimento già esistente in altre parti del corpo e causare difetti del movimento, e della postura, con dolori alla schiena, alla testa o in altre parti del corpo”, continua Caronti, “Se il paziente ha sempre avuto, sin dalla nascita, un certo tipo di masticazione, e non ha mai avuto problemi, molte volte non c’è bisogno di intervenire, perché il corpo ha già trovato da solo un suo equilibrio. Invece, se i difetti di occlusione e masticazione derivano da un trauma, da cure dentistiche non eseguite a regola d’arte, o da fatti nuovi come la perdita di un dente (che fa spostare quelli accanto), è meglio risolvere la situazione, per non aggiungere nuove tensioni”. Un esempio? In passato, se il paziente, dopo l’otturazione, si lamentava di sentire il dente “alto” o “con uno scalino”, alcuni dentisti, anziché livellarlo, gli consigliavano di masticarci un po’ sino a farci l’abitudine. Oggi invece un intervento che turba un equilibrio è considerato possibile causa di problemi di postura. Così, anche da parte dei dentisti, c’è più attenzione a otturazioni o impianti consumati, a sostituire i denti persi, a curare per tempo i denti del giudizio con posizioni difettose, e così via.

Sciogli le tensioni
Quindi, se dopo un ciclo di cure odontoiatriche hai l’impressione di masticare in modo diverso, se avverti una tensione quando chiudi la bocca oppure se ti vengono nuovi dolori e disturbi in varie parti del corpo, è il caso di segnalarlo al dentista, così come è meglio dirgli se hai ricevuto traumi che possono aver interessato bocca e mandibola anche indirettamente, per esempio colpi sul viso o un colpo di frusta. La soluzione? Se hai in bocca impianti o lavori dentistici non adeguati, essi vanno corretti. Se il problema è soprattutto la tensione (accompagnata dal digrignamento notturno) il dentista ti farà un bite: una specie di paradenti in plastica, generalmente molto sottile, da portare la notte, che ti impedirà di contrarre troppo la mascella. Il “bite”, però, non è la bacchetta magica che risolve il problema. E’ uno strumento utile, che mitiga i sintomi, dà sollievo e aiuta ad allentare un’abitudine. La vera soluzione, però, è rilassare una tensione che interessa i muscoli della masticazione ma anche il resto del corpo”, conclude Alfio Caronti.
Come fare? “Dipende: a volte la tensione che interessa la colonna vertebrale si può trattare con un intervento chiropratico. E infatti oggi molti dentisti lavorano in équipe con il chiropratico. Ma bisogna anche riflettere un po’ sulla propria vita e chiedersi cosa ci provoca tanta tensione: c’è una situazione di rabbia o infelicità in famiglia? Siamo sotto pressione sul lavoro? Insomma dobbiamo occuparci anche delle emozioni e cercare di riportare serenità nella nostra vita”. Infine, un trucco facile per trovare un primo sollievo ai problemi di tensione nella mascella: mastica una cannuccia. Fallo per circa dieci minuti, più volte nell’arco della giornata, mentre guardi la tivù, stiri, cucini, e così via. Dopo che la cannuccia è stata delicatamente pressata tra i denti, l’organismo percepisce che non si tratta di un alimento, e automaticamente invia un segnale nervoso di rilascio della tensione muscolare: questo fa sì che si mastichi in modo più libero e sciolto.