[frame align=”left”], Terapia conservativa per l’ernia del disco[/frame]

L’Arena, 28 novembre 2006. Giancarlo Sansoni.“Si può ricorrere anche alla chiropratica”.L’ernia del disco viene ormai considerata, dalla maggior parte degli specialisti, un disturbo da trattare con metodi conservativi. Tra questi metodi, la chiropratica si sta rivelando particolarmente indicata. Negli Stati Uniti molti medici inviano direttamente i loro pazienti con ernia al disco dal chiropratico, per ottenere subito una riduzione del dolore ed evitare, nella maggior parte dei casi, l’intervento chirurgico. E’ anche vero, però, che questa grave patologia articolare richiede da parte del chiropratico molta competenza.

La chiropratica moderna si basa sul principio che il nostro corpo ha una capacità innata di adattarsi all’ambiente in cui si trova. Quando ciò non avviene s’instaura una condizione di “non equilibrio” nei confronti dei tre aspetti fondamentali dell’essere umano: biochimico, strutturale e psicologico. Le condizioni di salute sono buone solo se esiste armonia tra questi tre aspetti. E’ sufficiente un indebolimento di uno di essi per originare malessere e dolore, che sono poi i sintomi di una malattia.

La chiropratica non cura le malattie ma l’equilibrio di un individuo, utilizzando le risorse stesse dell’organismo, senza nulla aggiungere (somministrazione di farmaci) e senza nulla togliere (interventi chirurgici).

“Secondo le statistiche – fa presente Alfredo Biasini, specialista in neurochirurgia all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano – l’80 per cento dei dolori cronici alla schiena non trova giustificazione in un danno diretto alla colonna vertebrale, ma dipende da una condizione di contrattura e di indebolimento della muscolatura che sostiene la schiena, dove è più facile intervenire con la chiropratica”.

chiropratici.it