[frame align=”left”], Calcio e scienza a Milanello – Tutti i segreti di Milan Lab[/frame]

Sport Week, 5 maggio 2007. G.B. Olivero. Preparazione personalizzata, prevenzione degli infortuni, supporto psicologico: tutto monitorato e computerizzato: Qui nasce il calciatore del Duemila. E qui, per la prima volta, hanno aperto la porta… Ci sono voluti diciotto mesi per far nascere MilanLab: il doppio di un parto normale. Un tempo necessario, perché la creatura rappresentava una novità assoluta a livello mondiale. Era il luglio 2002 quando la società Rossonera aprì il “Centro di Ricerca Scientifica ad alto contenuto tecnologico”. La sede è a Milanello e resta inaccessibile ai non addetti ai lavori, al punto che negli anni sono fiorite varie leggende su cosa sia, dal punto di vista “fisico” e logistico, MilanLab: una stanza, una palestra, un computer. Di tutto un po’. Oggi, per la prima volta, questo avveniristico laboratorio ha aperto le porte a un giornale: ecco cosa c’è dentro. A contare, naturalmente, è l’obbiettivo finale che deve giustificare i cinque milioni di spese iniziali e gli alti costi di gestione annuale: permettere ai giocatori di raggiungere un livello di eccellenza. Significa ottimizzare le prestazioni sportive, prevedere i rischi di infortuni e offrire all’allenatore un supporto per decidere chi mandare in campo per la partita. In pratica, MilanLab controlla la situazione di ciascun giocatore a 360°: grazie ad una serie di test ripetuti nel corso della stagione vengono seguiti ed analizzati gli aspetti mentali, fisici e biochimici. I test e i dati conseguenti regalano ai preparatori rossoneri una serie di preziose indicazioni per il loro lavoro. La tecnologia permette insomma di monitorare le condizioni psicofisiche del gruppo. I dati raccolti vengono elaborati in modo tale da disegnare un profilo ideale che genera il programma di allenamento personalizzato. Il passaggio seguente è rappresentato da un sistema di analisi che riesce a prevedere eventuali rischi di infortuni. Sotto questo punto di vista è stato ribaltato il concetto di intervento: in passato si studiavano i problemi fisici nel momento in cui si presentavano, grazie a MilanLab si cerca di studiare il soggetto sano per evitare che si ammali e che, nel caso specifico, si infortuni. Nel laboratorio rossonero provano insomma a mettere in pratica il principio che prevenire sia meglio che curare. Secondo le teorie MilanLab, la salute equivale ad uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale che dipende dall’equilibrio di tre principali livelli funzionali: neurostrutturale, biochimico e mentale ognuno dei quali è rappresentato da un’area di intervento. L’area neurostrutturale si basa sull’approccio alla chiropratica; l’area biochimica considera l’organismo come entità fisico-chimico-biologica; l’area mentale studia lo stato psicologico dell’atleta con il prezioso aiuto della Mind Room, coordinata dal professor Bruno De Michelis, la “stanza della mente” che consente ai calciatori di combattere lo stress. Dal punto di vista atletico l’obiettivo generale di MilanLab è garantire un’andatura costantemente alta. Non sono considerati utili i picchi di rendimento, se poi vengono seguiti da fatali cali di condizione. E’ stata quindi mandata in pensione la vecchia teoria che prevedeva una partenza discretamente veloce, un fisiologico calo invernale e una rifioritura in primavera nel momento decisivo della stagione agonistica. Sono state fatte considerazioni diverse alla luce soprattutto del calendario del Milan, felicemente condannato a giocare ogni tre giorni, tra campionato e Coppe, in parecchie settimane dell’anno. Al momento di creare MilanLab, dunque, le idee erano molto chiare, ma non potevano essere sufficienti. Per la completa riuscita dell’iniziativa è stata fondamentale la disponibilità e l’apertura mentale dei giocatori, conquistati da un progetto che consente loro di vivere gli allenamenti da protagonisti anziché subirli. Come sottolineava Ronaldo, il giocatore sa perfettamente a cosa serve ogni esercizio che svolge e questo lo rende non solo partecipe, ma anche più motivato nell’esecuzione. Naturalmente non tutto è andato sempre bene. Uno dei momenti peggiori è arrivato nell’inverno tra il 2003 e il 2004, quando una serie di infortuni fece dubitare della bontà del progetto. In realtà molti di questo infortuni avevano natura traumatica e quindi non potevano essere previsti. In quel periodo fu anche ritardata l’operazione al menisco di Alessandro Nesta, che sperava di giocare la Coppa Intercontinentale contro il Boca Juniors e invece si limitò a guardare la finale di Tokyo perdendo tempo prezioso per il completo recupero. La colpa fu attribuita a MilanLab senza considerare che questa struttura non fa diagnosi e non decide nulla: è un sostegno che fornisce dati preziosi per le decisioni che vengono prese, in base alle situazioni, dallo staff tecnico o da quello medico. MilanLab è come il cruscotto della macchina che ti segnala che sei in riserva; poi sta all’autista decidere se e quando fermarsi per riempire il serbatoio. La squadra di MilanLab, comunque, lavora sempre in gruppo e in armonia. Il responsabile è Jean Pierre Meersseman, mentre il project leader è Daniele Tognaccini. Con MilanLab collaborano tutti: da Ancelotti agli altri tecnici, dai preparatori ai medici ai fisioterapisti, fino ai magazzinieri. Tra i buoni risultati della struttura c’è anche quello di aver consentito al club di allacciare rapporti con altre realtà sportive o di differenti ambiti. Per esempio, sono nati contatti con alcune università statunitensi, con società storiche del basket Nba e del football americano, con campioni dell’atletica e del rugby. Ci sono anche partnership di ricerca con centri di ricerca di prestigio internazionale: il SENSEable City Lab del Massachussetts Institute of Technology (Mit) di Boston (Usa); il Dipartimento di Bioingegneria Applicata dell’Università di Lovanio (Belgio) e il Centro di Ricerca in Epistomatologia Sperimentale e Applicata (Cresa) dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Tutto ciò in meno di cinque anni di vita: la creatura è cresciuta benissimo.

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