La vita del venditore ambulante non è delle più facili. Le giornate iniziano molto presto, ancor prima dell’alba. Sono giornate piene di fatica, vissute a caricare la merce e a raggiungere luoghi di mercato spesso lontani ove trascorrere in piedi ore e ore sfidando il sole cocente dell’estate, la pioggia, il vento e il freddo gelido delle stagioni invernali. È una vita faticosa e stressante che può, negli anni, segnare il fisico di chi la conduce. È la vita di Fabia Lombardelli, sessantasettenne dal volto sorridente e dall’animo combattivo. Donna piena di energia, amante della montagna, sciatrice e appassionata camminatrice, Fabia, nel 1992, all’età di quarantasei anni, dopo molti anni vissuti nei mercati di mezza Italia si ritrova d’improvviso alle prese con un problema molto serio: la sua schiena si blocca. Una banale distorsione alla caviglia e, di colpo, tutto cambia. Chiropratica & Salute l’ha incontrata e le ha chiesto di raccontare la sua esperienza.

Come si sentiva? Che sintomi aveva?
Stavo molto male. Una banale distorsione sembrava aver scatenato il finimondo. La schiena era bloccata, il dolore era insopportabile. Non riuscivo più a muovermi. Non potevo camminare. Non riuscivo in alcun modo a ritrovare la posizione eretta.

Come ha fronteggiato la situazione?
Mi sono fatta accompagnare all’ospedale, dove sono stata sottoposta a una serie di indagini che hanno evidenziato la presenza di due ernie al disco e di una discopatia. Mi hanno ricoverato quindici giorni in una clinica e poi altri quindici in un’altra.

Quali terapie le hanno somministrato?
Mi hanno sottoposto a robuste terapie antinfiammatorie, per via intramuscolare. Iniezioni quotidiane.

Con quali risultati?
Scarsi, direi. Il dolore persisteva, continuavo a non poter camminare né a poter assumere la posizione eretta. Dopo oltre un mese di ricovero e di iniezioni i medici mi dissero che l’unica via d’uscita era affidarsi all’intervento chirurgico.

E poi?
E poi un’infermiera, che aveva seguito il mio calvario, mi suggerì di recarmi dal chiropratico. Mi disse che in tema di problemi alla schiena la chiropratica si rivela spesso molto utile. Ci andai, seppur non troppo convinta. Soffrivo da oltre un mese e non avevo registrato alcun miglioramento. Iniziavo a disperare e l’ipotesi dell’intervento chirurgico si faceva sempre più largo nella mia mente.

Ci racconti del suo primo incontro col chiropratico.
Aveva un’aria serena e rassicurante. Esaminò con cura tutti gli esami che avevo con me e, dopo avermi fatta sdraiare sul lettino, iniziò una serie di aggiustamenti; alla caviglia prima e alla schiena poi.

Furono dolorosi?
Un po’ sì. Niente di insopportabile, però. E comunque ero preparata, lui mi aveva avvisato dicendomi: “Sistemeremo ogni cosa ma sappia che avvertirà un pochino di dolore”.

E come andò?
Nella maniera migliore. Già dopo la prima seduta chiropratica tornai con mio grande stupore a camminare in posizione eretta. Non riuscivo a crederci. I dolori più forti sparirono subito. Scesi dal lettino senza particolari difficoltà. Mi sembrava di sognare.

La sua vita tornò quella di prima?
Ci vollero un paio di mesi e una serie di sedute chiropratiche. Ma la mia vita tornò quella di prima. Ripresi il mio lavoro di ambulante e, soprattutto, potei tornare a sciare e a percorrere i miei amati sentieri di montagna. Ancora oggi, a oltre vent’anni di distanza, camminare in montagna è la mia grande passione.

, Ernia del disco e chiropratica: la testimonianza di una paziente
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