CIRCOLARE N° 66 – 12 settembre 1984
Ministero della Sanità – DIREZIONE GENERALE OSPEDALI – Div. VI

OGGETTO: indicazioni e limiti della chiropratica
Con circolare n. 79 del 21 dicembre 1982 della Direzione Generale degli Ospedali lo scrivente Ministero ha espresso il proprio orientamento in ordine all’erogazione di prestazioni chiroterapiche presso idonee strutture debitamente autorizzate, in sede di convenzionamento ambulatoriale esterno.

Al fine di meglio definire le indicazioni e i limiti della chiroprassi nonché di precisare i requisiti degli operatori sanitari e delle strutture presso le quali essa potrà essere praticata, si ritiene di chiarire ulteriormente quanto segue, in adesione al parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità nella seduta del 21 luglio 1983:

Indicazioni al trattamento
– Alterazioni funzionali biomeccaniche e di segmenti vertebrali e del bacino (ipomobilità, blocco) con o senza modificazioni di lieve entità nei rapporti articolari. Il che, da un punto di vista clinico, potrebbe comprendere:

– la cervicalgia con o senza irradiazioni brachialgica, le vertigini e gli acufeni non attribuibili ad alterazioni oto-vestibolari, la sindrome di Barrè Lieou

– le dorsalgie con o senza irradiazioni intercostali o precordiali

– la lombalgia con o senza irradiazioni (ischialgia, cruralgia, back pain)

– le discopatie (discartrosi, protusioni discali).
Controindicazioni
– neoplasie primitive o secondarie, forme tubercolari o infettive (osteomielite, spondilite tifica ecc.)

– artrite reumatoide, spondilite anchilosante, forme dismetaboliche ad etiologia ignota;

– ernie discali espulse;

– esiti di fratture consolidate non correttamente (consolidamento vizioso);

– spondilolistesi con spondilolisi;

– grave stato di osteoporosi;

– il processo osteoporotico, in fase non avanzata, in relazione al sesso ed all’età (ad es. la pseudospondilolistesi) potrebbe costituire controindicazione relativa per le condizioni generali e per il grado di sofferenza riscontrati.

Cicli di Terapia
– essi possono essere prefissati rigidamente: l’esperienza dimostra che la mobilizzazione dell’articolazione effettuata in un solo trattamento appare insufficiente ai fini di un risultato duraturo nei casi acuti e gravi è opportuno un trattamento giornaliero per i primi 3-4 giorni, seguito da un trattamento a giorni alterni dapprima e successivamente settimanale, quindi decinale e mensile. In linea generale non si dovrebbero superare le 30 sedute annue, interrompendo il trattamento ove non si ottenga beneficio dopo 15-20 applicazioni.

In tal senso potrebbero essere orientate le erogazioni delle prestazioni in regime di convenzionamento con il S.S.N.

Le strutture ed il Personale
– saranno richiesti locali idonei ed attrezzature radiografiche adeguate in grado di consentire, in particolare, lo studio dei rapporti osteo-legamentosi delle articolazioni;

– in tali strutture la direzione dovrà essere affidata ad un medico specialista in fisiatria o in ortopedia;

– in esse dovranno essere rappresentate oltre le due specialità sopra indicate anche la radiologia

– per quanto concerne il personale paramedico dovranno essere previsti un tecnico di radiologia e terapisti della riabilitazione in numero adeguato nelle more di una specifica regolamentazione e nel rispetto degli accordi internazionali vigenti, potrà essere consentita anche la presenza di chiropratici in possesso di titoli accademici e professionali che autorizzino l’esercizio della chiroprassi nei paesi ove essi siano stati rilasciati; ciò dovrà risultare da una attestazione delle autorità consolari italiane.

Questo Ministero inoltre, ritiene opportuno che la selezione dei pazienti da sottoporre a trattamenti chiropratici ed il controllo successivo di essi, necessario per l’acquisizione dei risultati conseguiti, debba avvenire sulla base di valutazioni cliniche specialistiche di tipo ortopedico con indirizzo neurologico dirette, in particolare, ad evidenziare le controindicazioni al trattamento (es. sospetto di espulsione dell’ernia, ecc.).

Gli accertamenti radiografici avranno come obiettivo non tanto la valutazione morfo-strutturale, quanto la staticodinamica del rachide (teleradiografia in ortostatismo del rachide e del bacino in proiezioni antero-posteriore, laterale, lombo-sacro-coccigee, transorali), e dovranno essere effettuate nel rispetto rigoroso delle norme di radioprotezione del paziente, considerando che il trattamento può richiedere ripetuti accertamenti.

Ove necessario, saranno effettuati anche esami elettro-miografici, elettrodiagnostici ed audiovestibolari.

IL MINISTRO

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